L'Italia ha quasi 837.000 chilometri di strade. Di questi, circa 7.000 sono autostrade
puntualmente monitorate, gestite con sistemi avanzati, soggette a ispezioni regolari. Altri 32.000
fanno parte della rete ANAS. I restanti 700.000 chilometri, la quota più larga, quella che
attraversa comuni, province, borghi e zone rurali, è gestita da enti locali, il 70% dei quali ha
meno di 5.000 abitanti.
È su quei 700.000 chilometri che si concentrano le maggiori criticità. Ed è lì che opera
Phacelia, una società tecnologica italiana che lavora con
enti pubblici, province e concessionari autostradali per misurare, mappare e monitorare le
condizioni delle reti viarie attraverso strumentazione specializzata e indici normati. Il suo
prodotto principale è ZUM55, una piattaforma digitale per la gestione scientifica delle
pavimentazioni stradali.
Fino a poco tempo fa, la gestione di quelle strade avveniva senza una visione oggettiva,
scientifica e programmata. Gli strumenti per farlo semplicemente non esistevano, o non erano
accessibili a chi gestisce reti stradali con budget limitati e organici ridotti.
Un problema di dati, prima che di asfalto
La manutenzione stradale in Italia segue storicamente un modello reattivo: si interviene quando il
danno è già visibile, una buca segnalata da un cittadino, un incidente che attira l'attenzione, un
sopralluogo a piedi di qualche cantoniere.
Secondo le stime di Phacelia, basate su anni di lavoro con enti locali di diverse regioni
italiane, circa l'80-90% delle amministrazioni pubbliche non utilizzava strumenti scientifici o
digitali per la gestione delle pavimentazioni stradali. Le decisioni di spesa (dove intervenire,
quanto investire, con quale priorità) venivano prese sulla base di valutazioni soggettive,
segnalazioni episodiche o, nel migliore dei casi, relazioni cartacee prodotte da ispezioni manuali
che richiedevano mesi di lavoro sul campo e altrettanti mesi di elaborazione.
Il problema è, dunque, sia operativo sia economico, e funziona al contrario di come ci si
aspetterebbe. Le pavimentazioni stradali seguono curve di decadimento ben documentate dalla
letteratura ingegneristica. Per un certo periodo dopo la costruzione o l'ultimo intervento, lo
stato della strada si mantiene pressoché stabile. Superata una soglia critica, il degrado accelera
in modo brusco. È quello che in gergo tecnico si chiama "ginocchio" della curva, il punto oltre il
quale intervenire diventa drasticamente più costoso. Secondo le stime di settore, documentate
anche dalla letteratura tecnica italiana sul
Pavement Management System, aspettare che una pavimentazione raggiunga quel punto critico prima di intervenire può costare
da 10 a 15 volte di più rispetto a una manutenzione preventiva eseguita al momento giusto.
Intervenire nel momento ottimale implica sapere dove si trova ogni tratto di strada lungo quella
curva di decadimento. Senza strumenti digitali, monitorare 700.000 chilometri di rete in modo
sistematico è fuori dalla portata di qualsiasi ufficio tecnico comunale.
Il metodo: misurare prima di decidere
Phacelia è una società di ingegneria stradale nata proprio per rispondere a questo problema. Il
suo approccio si basa su una serie di indici normati internazionalmente (tra cui il Pavement
Condition Index, l'IRI, l'ETD, l'MPD, l'RD e il RUT) che sintetizzano le condizioni di una
pavimentazione in valori oggettivi, calcolati sulla base di tipologia, estensione e gravità degli
ammaloramenti.
Il processo avviene attraverso un veicolo attrezzato con laser e fotocamere ad alta risoluzione
che rileva con accuratezza le pavimentazioni stradali, classificando ogni ammaloramento secondo
criteri standardizzati. La rete viene poi suddivisa in sezioni (di 10, 20 o 50 metri in base alle
preferenze del cliente e al parametro misurato), ognuna delle quale riceve i propri indici e viene
colorata su una scala cromatica dal rosso, che segnala una pavimentazione in condizioni critiche,
al verde, che indica una superficie in buono stato. Il risultato è una mappa completa, oggettiva e
aggiornata dell'intera rete.
Prima di questa tecnologia, alcune amministrazioni più attente cercavano di arrabattare qualcosa
di simile con i mezzi a disposizione: cantonieri inviati sul campo con blocchi note, mappe
colorate a mano sulla base di valutazioni soggettive, operazioni che richiedevano 6-7 mesi per
mappare anche solo una parte della rete, per poi scoprire che le condizioni erano già cambiate nel
frattempo. Con la strumentazione di Phacelia lo stesso lavoro si completa in una settimana.
L'elaborazione completa del rilievo di un comune scende a circa una ventina di giorni.
Ma la tecnologia di rilievo, da sola, non risolve il problema: produce dati. E i dati, senza uno
strumento per gestirli e comunicarli, finiscono a prendere la polvere sugli scaffali.
Da strumento di visualizzazione a gestionale
È da questa consapevolezza che nasce ZUM55, la piattaforma digitale che Phacelia ha costruito nel
tempo per dare forma gestibile ai dati di rilievo. L'obiettivo originale era circoscritto:
Phacelia caricava i rilievi già elaborati sulla piattaforma e dava agli enti un accesso in
visualizzazione. Uno strumento per accompagnare la vendita dei servizi di ingegneria, non un
prodotto autonomo.
Con il tempo, però, è emerso qualcosa di diverso. Gli enti che avevano accesso alla piattaforma
cominciavano a farle domande a cui non era stata progettata per rispondere. Alcuni chiedevano di
confrontare rilievi di anni diversi per monitorare l'evoluzione delle pavimentazioni nel tempo.
Altri chiedevano strumenti per pianificare gli interventi e stimarne i costi. Altri ancora avevano
bisogno di mappare superfici con caratteristiche peculiari, come le piste di decollo e atterraggio
degli aeroporti, con requisiti tecnici diversi da quelli della viabilità ordinaria. La piattaforma
di visualizzazione stava diventando, nella mente dei suoi utenti, un gestionale vero e proprio.
È in questo momento che entra in gioco Geckosoft, coinvolta da Phacelia per accompagnare
l'evoluzione della piattaforma verso qualcosa di più ambizioso.
Costruire per chi non è un esperto di GIS
Il profilo tipico del dirigente tecnico di una provincia o di un comune di medie dimensioni non è
quello di un esperto di sistemi informativi territoriali. Si tratta solitamente di un geometra o
di un ingegnere con decenni di esperienza sul campo, abituato a leggere planimetrie cartacee e a
prendere decisioni basandosi su ispezioni dirette. Portare questa persona a usare uno strumento
digitale complesso, fatto di layer geospaziali, indici tecnici e sistemi di interrogazione dei
dati, significa costruire qualcosa che non richieda formazione specialistica per essere compreso.
Questa è stata una delle sfide centrali del progetto: digitalizzare un processo e renderlo
accessibile anche a chi non ha mai usato un sistema GIS.
Il lavoro è partito dall'interfaccia. La nuova versione della piattaforma è stata progettata per
guidare l'utente attraverso le informazioni in modo intuitivo: mappe interattive sulle quali
interagire direttamente con i rilievi, accesso con un click a report fotografici delle indagini e
ai quadri fessurativi, strumenti di comparazione tra rilievi di date diverse che mostrano
visivamente come è evoluta la rete nel tempo.
Sono state aggiunte funzionalità che la versione precedente non aveva: la comparazione di rilievi
di date e tipi diversi sulla stessa mappa, la gestione degli interventi programmati con note, un
sistema di reportistica PDF ridisegnato per le necessità formali delle pubbliche amministrazioni.
L'infrastruttura è stata predisposta per integrare, in una fase successiva, funzionalità di
intelligenza artificiale per il riconoscimento automatico dei difetti stradali e per la previsione
dell'evoluzione dello stato delle pavimentazioni.
Sul lato tecnico, la transizione ha richiesto una riscrittura sostanziale dell'infrastruttura. La
nuova piattaforma è stata costruita come sistema multi-tenant: permette di gestire ruoli e
permessi diversi, progetti separati per enti diversi, accessi configurabili in base alle
responsabilità di ciascun utente, l'architettura necessaria per un prodotto che deve servire
decine di amministrazioni con strutture organizzative diverse.
Da accessorio a prodotto
Il cambiamento più significativo portato da questa evoluzione riguarda il modello con cui la
piattaforma viene proposta al mercato. Nelle sue origini era un accessorio della consulenza
ingegneristica, uno strumento incluso nel servizio di rilievo. L'obiettivo ora è diverso: una
piattaforma acquisibile con licenza software annuale, che un ente può adottare indipendentemente
dai servizi di Phacelia e usare per gestire autonomamente il proprio patrimonio viario.
Questa transizione è già in corso. Comuni e province di diverse regioni italiane usano già la
piattaforma per monitorare reti stradali che, in alcuni casi, si estendono per centinaia di
chilometri. La crescita è avvenuta quasi interamente per passaparola, senza campagne di marketing
strutturate.
Un nuovo nome per un nuovo approccio
Quando il prodotto cambia in modo sostanziale, il nome che porta con sé diventa un problema. ZUM55
diceva poco di quello che la piattaforma faceva e niente della direzione che stava prendendo. A
breve lascerà il posto a Rivelum, un nome costruito attorno al concetto di rendere visibile ciò
che non si vede, più immediato e più coerente con la nuova identità del prodotto.
Il rebranding non è unicamente estetico, in quanto accompagna un cambio di posizionamento reale:
da strumento interno di Phacelia a piattaforma gestionale autonoma, con una propria identità, un
proprio sito e una propria proposta commerciale. Geckosoft ha lavorato anche su questo (identità
visiva, interfaccia, esperienza utente) per costruire qualcosa che stesse in piedi da solo, non
come appendice digitale di un servizio di ingegneria.
Il lancio ufficiale di Rivelum è in preparazione.
Partire da quello che c'era
Il progetto con Phacelia è un esempio del tipo di lavoro che facciamo quando collaboriamo con chi
ha già costruito qualcosa che funziona, ma ha bisogno di portarlo a un livello successivo.
Non siamo partiti da zero, ma da una piattaforma già esistente, con clienti reali e dati reali, e
abbiamo lavorato per renderla più robusta, più scalabile e più accessibile all'utente che conta di
più: il dirigente tecnico di una provincia che non vuole imparare a usare un GIS, ma vuole sapere
in quale tratto della sua rete stradale spendere i prossimi 200.000 euro di budget manutentivo. Da
lì abbiamo costruito l'interfaccia, progettato le funzionalità, ridisegnato l'identità del
prodotto.
Il risultato è una piattaforma che rende visibile un patrimonio che era invisibile, le condizioni
reali di ogni sezione di rete stradale, e trasforma quella visibilità in decisioni di spesa più
efficienti e in piani di manutenzione difendibili con dati oggettivi davanti ai consigli comunali
e alle giunte provinciali.